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Abbigliamento da moto: più vario di quanto pensi



L’abito non fa il monaco, ma fa il motociclista

Una mise azzeccata può fare la differenza in una varietà pressoché infinita di situazioni: non solo durante un colloquio. Può attirare l’attenzione di quella ragazza speciale alla quale vorresti tanto parlare, assicurarti dei trattamenti di favore in certi ambienti, e infine può salvarti la vita.

Questo è quello che succede anche con l’abbigliamento da moto. Al di là dello stile e del gusto personale, la maggior parte dei “capi” progettati per i motocicli sono in realtà vere e proprie armature a protezione delle differenti parti del corpo, e a seconda della loro qualità e del loro utilizzo possono – va detto cinicamente – fare molto spesso la differenza tra tornare a casa con le proprie gambe dopo un incidente o ritrovarsi in ospedale, o peggio.

Cos’è considerabile come abbigliamento da moto?

La risposta è: una quantità innumerevole di accessori. Essenzialmente si tratta di tutto ciò che viene ideato per essere indossato quando si è in sella. Il casco, in primis e ovviamente, elemento fondamentale e imprescindibile, come anche giacche rinforzate o tute protettive, passando anche però per stivali (ma esistono anche altri tipi di calzature), pantaloni protettivi e non, maglie riscaldanti o refrigeranti. Tutti questi articoli esistono in una sconfinata varietà. C’è la classica differenza tra capo estivo o invernale, ma anche antineve o antipioggia, ovviamente in diversi materiali che vanno a definire diverse fasce di qualità e di prezzo.

I materiali

I materiali principali variano dalla pelle ai tessuti artificiali come Cordura e Kevlar. Sì, proprio lo stesso materiale dei giubbotti antiproiettile: l’analogia è utile per far capire il livello di stress al quale certe protezioni possono essere sottoposte, oltre che il livello di trauma che devono poter essere in grado di assorbire. Ovviamente la vera caratteristica dell’abbigliamento per moto sono i rinforzi rigidi, che possono spaziare dai classici in plastica, passando per quelli in fibra di carbonio, fino ad arrivare addirittura a quelli in titanio.

Obblighi e leggi

Paese che vai, usanze che trovi: questo vale anche per la legislazione sui capi per moto. L’obbligo comune a quasi tutte le nazioni, o comunque il più largamente condiviso, è quello del casco, in quanto proteggere la calotta cranica da urti può fare in molti casi la differenza tra la vita e la morte. Rischi davvero frequenti, troppi per non obbligare tutti al suo utilizzo.

Per quanto riguarda gli altri capi invece le leggi sono molto varie e cambiano di nazione in nazione, e sono in costante evoluzione. Solo 2 anni fa, il 20 novembre 2016, in Francia è divenuto obbligatorio utilizzare guanti omologati anche per l’uso stradale.

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